A Cosa Serve la Magnetoterapia?

Cosa Serve Magnetotarapia
Indice

La magnetoterapia è una cura alternativa utilizzata per curare diverse patologie di tipo infiammatorio, che si sviluppano soprattutto in pelle, ossa e articolazioni. Si tratta di una tecnica che sfrutta i campi magnetici a bassa e alta frequenza generati da magneti che vengono applicati sulle parti del corpo colpite dall’infiammazione.

I primi magneti per curare i pazienti sono stati usati negli anni 1826-1828 dall’inglese W.Sturgeon e dallo statunitense J.Henry. I loro lavori sono stati poi continuati dagli scienziati Faraday, Maxwell e Herz.

I fondamenti scientifici sono stati posti all’inizio del XX° secolo in stretta continuità con lo sviluppo della fisica, della chimica e dell’elettrofisiologia. Non a caso, il fisico inglese J.C. Maxwell fu il primo a diffondere degli studi sugli effetti elettrici e magnetici tramite le equazioni di Maxwell.

I benefici della magnetoterapia sono stati analizzati per la prima volta dagli studiosi Jeřábek e Chvojka, che rilevarono gli effetti pratici nel trattamento di molte malattie e dedicarono molti sforzi nella cura di fratture difficili da guarire utilizzando proprio i campi magnetici.

Secondo gli ideatori e i promotori della magnetoterapia infatti, i campi magnetici sono in grado di apportare benefici all’organismo grazie all’interazione con le cariche elettriche cellulari e al ripristino dei potenziali di membrana a riposo delle cellule danneggiate. La magnetoterapia viene impiegata soprattutto per l’azione fortificante sulle ossa, per l’attività di vasodilatazione, analgesica, antinfiammatoria, antiedematosa, spasmolitica e per velocizzare i processi di guarigione delle ossa e dei tessuti molli.

Sebbene la magnetoterapia sia una tecnica non riconosciuta dalla medicina ufficiale è ampiamente utilizzata per ridurre l’infiammazione e alleviare il dolore in caso di ferite, fratture, artrite, artrosi, dolori muscolari e articolari, osteoporosi, fibromialgia. In particolare, la magnetoterapia a bassa frequenza è indicata per trattare fratture ossee, mentre la magnetoterapia ad alta frequenza si applica in caso di stati infiammatori che causano dolore ed edema.

Come funziona?

Prima di spiegare il funzionamento della magnetoterapia, è utile fare una breve premessa sul funzionamento del nostro organismo. Le cellule sono caratterizzate da una carica elettrica che si genera grazie alla presenza di ioni positivi e negativi come sodio, cloro, potassio, calcio, magnesio. La carica elettrica all’interno delle cellule è diversa dalla carica elettrica all’esterno e questo genera una differenza di carica, nota come potenziale di membrana a riposo. Il potenziale di membrana a riposo può essere alterato quando la cellula subisce un danno e l’alterazione causa malfunzionamento nella cellula e nei tessuti. La magnetoterapia si basa sulla generazione di un campo magnetico capace di ristabilire il potenziale di membrana a riposo alterato nelle cellule danneggiate, favorendo la guarigione e benefici per il paziente. Inoltre i campi magnetici generati, agendo sul calcio e sul ferro legato all’emoglobina, migliorerebbero la mineralizzazione delle ossa e agirebbero contrastando l’infiammazione.

La magnetoterapia si avvale dell’uso di due magneti collegati a un generatore di energia tramite cavi. Tali magneti possono essere inseriti all’interno di un macchinario per un’azione sistemica su tutto il corpo, oppure alloggiati in supporti come cavigliere, polsiere, coperte o fasce da apporre su collo, schiena o altre zone del corpo, per trattamenti mirati. La frequenza del campo magnetico può essere regolata, dunque i trattamenti possono essere effettuati a bassa frequenza, cioè a frequenze comprese tra i 5 e i 100 Hz, oppure ad altra frequenza, dunque a frequenze tra i 18 e i 900 MHz.

Per quanto riguarda gli apparecchi per magnetoterapia esistono due tipologie di supporti: i dispositivi per magnetoterapia a due canali e i dispositivi per magnetoterapia a quattro canali.  I dispositivi per magnetoterapia a due canali dispongono di campi magnetici pulsati a bassa frequenza ed una dotazione di programmi estremamente completa. Questa tecnologia permette di curare le patologie sia in modalità profonda che in superficie. I dispositivi per magnetoterapia a quattro permettono invece di trattare contemporaneamente più parti del corpo oppure due soggetti diversi.

Precauzioni

Esistono alcune controindicazioni per coloro che si sottopongono alla magnetoterapia. È da evitare che soggetti con un pacemaker, apparecchi acustici, protesi o qualsiasi altro dispositivo elettronico non removibile si sottopongano a questa cura. Inoltre per le pazienti in gravidanza la magnetoterapia è altamente sconsigliata e anche per coloro che stanno svolgendo una radioterapia o chemioterapia. Altre precauzioni da prendere prima di sottoporsi alla magnetoterapia riguardano l’utilizzo in contemporanea di farmaci: è sconsigliato praticare questa cura se si fa uso soluzioni o pomate contenenti ioni liberi di metalli. Le sedute, inoltre, devono essere effettuate lontane dai pasti.

Dove effettuare la magnetoterapia

La magnetoterapia viene praticata generalmente in cliniche private e centri di riabilitazione ma può essere effettuata anche a casa, acquistando o noleggiando l’apparecchiatura. Un trattamento di magnetoterapia prevede cicli di almeno dieci sedute da trenta minuti. Esistono poi casi in cui le sedute possono durare alcune ore o situazioni che prevedono cicli di trattamento più lunghi, a seconda della gravità dell’infiammazione. La magnetoterapia è considerata una tecnica non invasiva, indolore, sicura e priva di effetti collaterali. La magnetoterapia a bassa frequenza sarebbe utile per favorire l’assimilazione del calcio e stimolare la mineralizzazione delle ossa e trova impiego nel trattamento di fratture e osteoporosi, ma anche come terapia adiuvante nel dolore e nella rigidità dati dalle malattie articolari. La magnetoterapia è pertanto utilizzata per ripristinare la funzionalità delle articolazioni colpite, in combinazione con adeguati esercizi di riabilitazione.

La magnetoterapia ad alta frequenza sarebbe in grado invece di interagire con il ferro presente nell’emoglobina, dunque è utilizzata per favorire la circolazione sanguigna nel trattamento degli stati infiammatori e nei disturbi articolari degenerativi. Migliorando la circolazione, infatti, aumenta l’apporto di sangue, ossigeno e nutrienti e la chemiotassi a livello dell’infiammazione, riducendo il dolore e il gonfiore e velocizzando il processo di guarigione. In alcuni casi, la magnetoterapia è stata utilizzata per aumentare l’efficacia delle sedute di radioterapia contro alcuni tipi di tumori, tra cui il cancro al seno.

La magnetoterapia è dunque indicata in per trattare diversi disturbi e patologie tra le quali rientrano fratture ossee; osteoporosi; artrite e artrosi; osteoartrosi a mani, ginocchia, colonna vertebrale; cervicalgia, lombosciatalgia, mal di schiena; malattie reumatiche; dolori muscolari; fibromialgia; sindrome del tunnel carpale, sinusite, ischemia degli arti inferiori, ferite o righe, edema.

ATTENZIONE: Le informazioni contenute su questo sito hanno esclusivamente scopo informativo, possono essere modificate o rimosse in qualsiasi momento, e comunque in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica. Si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico curante e/o di specialisti riguardo qualsiasi indicazione riportata. Se si hanno dubbi o quesiti sull’uso di un medicinale è necessario consultare il proprio medico.

Condividi quest'articolo con qualcuno a cui potrebbe essere utile!

Condividi su facebook
Condividi su pinterest
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

Ti potrebbe interessare anche...

Main Menu