Piede piatto: che problemi comporta e come intervenire

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Podifer

Il piede piatto, detto anche pes planus dal latino, o piede pronato vago è una patologia del piede in cui l’arcata plantare non si è sviluppata completamente. I bambini possono avere i piedi piatti, ma di solito superano la condizione con la crescita, nell’adulto si può manifestare per diversi fattori e includere dolore, gonfiore o rigidità non solo nella pianta piedi, ma anche alle caviglie, gambe e talvolta alla schiena.

In questo approfondimento forniremo maggiori dettagli sulle cause, i sintomi e il trattamento dei piedi piatti.

Piede piatto: che cos’è e come si risolve

I piedi piatti necessitano di trattamento solo se causano disagio, indicano un disturbo sottostante o provocano dolore in altre parti del corpo. Alcune persone sembrano avere un arco molto basso del piede o nessun arco senza mai riscontrare problemi, possedendo dunque la problematica senza sintomi. Quando i piedi piatti causano fastidi talvolta dei semplici dispositivi ortopedici come i plantari e alcuni esercizi possono aiutare a ridurre al minimo il disagio.

I piedi piatti  tuttavia possono influenzare l’allineamento del corpo quando una persona è in piedi, cammina o corre. Di conseguenza, avere i piedi piatti può aumentare la probabilità di sviluppare dolore ai fianchi, alle ginocchia e alle caviglie.

Un piede umano possiede ben 33 articolazioni e 26 ossa diverse, oltre 100 muscoli, tendini e legamenti. L’arcata del piede aiuta a distribuire il peso del corpo e la sua conformazione determina spesso il modo in cui una persona cammina. Le arcate plantari dovranno quindi essere robuste ma flessibili per adattarsi alle diverse sollecitazioni e a una varietà di superfici.

Quando un individuo ha i piedi piatti, il movimento del piede può essere errato quando cammina o corre, determinando una iperpronazione, il che può anche far puntare i piedi verso l’esterno.

Tipologie di piedi piatti

In generale possiamo classificare la patologia in due grandi branche:

Piede piatto flessibile

La condizione colpisce più comunemente i bambini. Quando il bambino inizierà a camminare la situazione migliorerà. Quando starà troppo seduto o camminerà in punta di piedi, la problematica potrebbe ripresentarsi.

Piede piatto rigido

Una persona può avere un piede piatto rigido, indipendentemente dal fatto che stia appoggiando il peso sul piede o meno. Questa condizione può colpire i bambini e può svilupparsi negli adulti più maturi. L’imperfezione è più marcata ed è spesso impossibile indurre una correzione dall’esterno. Si può incorrere anche in forme più gravi dove dovrà intervenire solo il chirurgo.

I sintomi dei piedi piatti

Come abbiamo specificato vi sono persone che hanno lievemente il piede piatto dalla nascita e questo non comporterà alcuna particolare problematica restando asintomatico, altre che soffriranno del più comune dolore ai piedi. Ciò può verificarsi a causa di muscoli tesi e legamenti. Col piede piatto spesso avverranno anche sollecitazioni anomale sul ginocchio e sull’anca che potranno causare dolore diffuso nella parte alta del corpo.

Il dolore del piede piatto, con gonfiore o rigidità, colpisce più comunemente le seguenti parti del corpo:

  • caviglia
  • arco del piede
  • ginocchio
  • anca
  • parte bassa della schiena
  • parte inferiore delle gambe

I piedi piatti possono anche causare una distribuzione non uniforme del peso corporeo. Ciò può comportare un’usura delle scarpe più rapida del solito su un lato, che può causare ulteriori fastidi e difetti di postura. Le persone potranno avere difficoltà a camminare o correre in modo uniforme.

Piedi piatti nei bambini

I bambini di solito nascono con archi plantari minimamente visibili e può essere necessario del tempo per sviluppare piante con la giusta curva.  Avere i piedi piatti nella prima infanzia (sino a 5 anni) è nella norma e non significa che una persona avrà sempre questa problematica. Tuttavia, se un bambino ha i piedi piatti a causa di uno sviluppo osseo errato o di un’altra condizione, come la spina bifida, il medico dovrà intervenire al più presto.

Diagnosi dei piedi piatti: quando andare dal medico

Le persone con i piedi piatti che non avvertono dolore o altri sintomi di solito non hanno bisogno di consultare un medico e non lo faranno mai nella loro vita. Tuttavia, chiunque presenti i seguenti sintomi dovrebbe consultare un ortopedico:

  • quando ci si accorge che i piedi piatti che si sono sviluppati solo di recente
  • si avverte dolore ai piedi, alle caviglie o agli arti inferiori costante
  • i sintomi non migliorano con scarpe e plantari adatti
  • si avvertono i piedi rigidi e pesanti

Lo specialista osserverà i vostri piedi dalla parte anteriore e posteriore quando camminate, quando siete sulla punta dei piedi così da esaminare la forma e la funzionalità dell’appoggio plantare. Prenderà anche in considerazione la storia medica della persona e potrebbe prescrivervi anche una radiografia, una tac o un’elettromiografia.

Il trattamento e le complicazioni connesse ai piedi piatti

Le persone che non manifestano sintomi di solito non richiedono un trattamento. Se i piedi piatti causano dolore, le scarpe con suola ortopedica e plantare possono aiutare e dare sollievo alla camminata. Se il dolore persiste anche con l’uso di solette e plantari su misura, rivolgetevi ad un medico.

Farsi consigliare dallo specialista di fiducia è essenziale poiché un uso errato di plantari e tutori inadatti potrebbe determinare un peggioramento della situazione.

Quando non si interviene sulla problematica del piede piatto si può verificare:

  • La tendinite d’Achille
  • L’artrite alla caviglia o ai piedi
  • La borsite
  • Il dito a martello
  • La fascite plantare
  • La tendinite tibiale posteriore

ATTENZIONE: Le informazioni contenute su questo sito hanno esclusivamente scopo informativo, possono essere modificate o rimosse in qualsiasi momento, e comunque in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica. Si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico curante e/o di specialisti riguardo qualsiasi indicazione riportata. Se si hanno dubbi o quesiti sull’uso di un medicinale è necessario consultare il proprio medico.

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