Gli esercizi per la riabilitazione del ginocchio

INDICE
Riabilitazione Ginocchio

La riabilitazione del ginocchio comprende molteplici trattamenti fisioterapici che mirano al recupero delle funzioni dell’articolazione, è destinata a chiunque abbia problemi con il ginocchio, sportivi e non di qualsiasi età.

Prima di approfondire e scoprire quali sono gli esercizi della riabilitazione al ginocchio è importante comprendere accuratamente le problematiche che possono affliggere l’arto.

La prima cosa da fare è ottenere una valutazione fisioterapica in cui il fisioterapista raccoglie la storia clinica della persona e i dati, per poi passare ai test fisici per individuare il problema che provoca i sintomi al ginocchio. Se la situazione necessita di essere approfondita, viene richiesto un consulto ortopedico.

Le tecniche di riabilitazione del ginocchio sono fondamentali per il ripristino dei movimenti delle articolazioni compromessi da un trauma o da un intervento chirurgico.

Possono variare in base al problema da affrontare, se lieve o più importante, e a seconda della natura che, può riguardare le ossa, la cartilagine, i legamenti o i tendini.

Riabilitazione dopo protesi al ginocchio

Grazie a tecniche chirurgiche mini invasive e a nuovi sofisticati modelli di protesi al ginocchio, la riabilitazione dopo l’intervento assume un ruolo ancora più decisivo per ridurre i tempi di recupero del paziente.

Per ottenere ottimi risultati bisogna che il paziente venga coinvolto in un programma riabilitativo che inizi ancor prima dell’intervento, in modo da migliorare ulteriormente la qualità e i tempi di recupero dopo l’intervento di protesi al ginocchio.

Ogni paziente ha tempi di recupero diversi e necessita di un piano riabilitativo personalizzato. Generalmente il recupero dopo l’intervento dura circa 6 settimane, tempo necessario per ristabilire l’equilibrio psicofisico e tornare alle normali attività quotidiane. Durante questa fase è necessario il supporto di stampelle e di alcuni farmaci per il dolore.

Il dolore al ginocchio che spesso porta all’intervento di protesi è provocato dall’artrosi, una condizione che indebolisce la muscolatura della coscia. Questa debolezza non sparisce dopo l’intervento, il cui scopo è quello di ridurre il dolore, ma bisogna lavorare con esercizi di recupero rapidi per ricostruire l’integrità muscolare. La riabilitazione dopo la protesi al ginocchio deve includere esercizi di recupero della forza muscolare e molto utile può essere l’utilizzo di un tutore, se indicato dall’ortopedico.

Scopo della riabilitazione al ginocchio ed esercizi

Gli scopi del programma riabilitativo in seguito a un’operazione al ginocchio o a un trauma dovuto ad un infortunio sono quelli di ristabilire la tonicità muscolare della gamba, riottenere il rinforzo muscolare, recuperare il corretto movimento dell’articolazione e rafforzare i sistemi propriocettivi per ottenere stabilità sia dinamica che statica.

Il programma di riabilitazione prevede l’interruzione di tutte le attività quotidiane al fine di evitare un sovraccarico dell’arto, motivo per il quale, nelle prime fasi, si consiglia di fare esercizi in assenza di gravità o con gravità ridotta, come nel caso della riabilitazione in acqua dopo la protesi al ginocchio o dopo un forte trauma. 

Gli esercizi

Gli esercizi di riabilitazione del ginocchio più comuni sono quelli dello stretching dolce: un esercizio molto semplice è quello in cui appoggiandosi al muro, si estende la gamba posteriore fino a quando il ginocchio lo permette. Oppure, prendendo il piede, lo si tira lentamente fino all’altezza del gluteo, flettendo al massimo il ginocchio.

Questi sono solo alcuni esempi, ma è possibile anche svolgere esercizi attivi a corpo libero o contro resistenze.

Nello specifico parliamo di esercizi di rinforzo per l’aumento della massa muscolare e della forza della gamba (isometrie); di esercizi di allungamenti miofasciali, utili soprattutto dopo un intervento al legamento crociato anteriore; di esercizi di neurodinamica per stimolare il sistema nervoso periferico.

Un altro esercizio molo semplice da fare in casa è quello di stare sdraiati con un cuscino sotto il ginocchio ed alzare lentamente il piede da terra, senza troppo sforzo, in modo da far lavorare l’arto da riabilitare.

È possibile che venga indicata anche la cyclette per la riabilitazione, in base alle condizioni di recupero e alla situazione al ginocchio.

Tecniche manuali di riabilitazione

Ci sono poi delle tecniche di riabilitazione del ginocchio che devono essere messe in pratica dal fisioterapista specializzato, parliamo di:

  • Massaggio per migliorare la mobilità dei tessuti
  • Mobilitazioni in AP per intervenire in casi di deficit di flessione
  • Mobilizzazione passiva, ideale nel post operatorio, in cui il movimento è eseguito totalmente dal fisioterapista o dal kinetec.
  • Allungamento muscolare passivo
  • Mobilizzazioni per la riabilitazione della rotula del ginocchio per il recupero di deficit di estensione.

Macchinari utilizzati per la riabilitazione al ginocchio

Oltre agli esercizi di ginnastica dolce e alla manipolazione del fisioterapista, sono disponibili dei macchinari e dei dispositivi che aiutano ad accelerare il processo di guarigione come il kinetec, precedentemente nominato.

Si tratta di una macchina che permette il recupero in tempi brevi della mobilità ginocchio, ha un angolo di estensione flessione con range -5°/115° ed aiuta a prevenire le lesioni che possono verificarsi in seguito a uno stato prolungato di immobilizzazione dell’arto.

Il fisioterapista può utilizzare altre terapie fisiche che prevedono l’utilizzo di macchinari come l’interix, un neuro stimolatore per individuare l’origine del dolore e ridurlo; l’ipertermia, un dispositivo che utilizza la radiofrequenza ad alta energia per trattare punti specifici in profondità; la laserterapia (laser HILT) per stimolare l’attività cellulare incrementandola circolazione e riducendo il dolore; la tecarterapia che sfrutta radiofrequenze per lenire il dolore, aumentare i tempi di recupero e attivare la circolazione nell’area di interesse.

Infine, gli ultrasuoni che, tramite onde sonore, sollecitano il movimento delle molecole dei tessuti, e i crioultrasuoni che, uniscono gli effetti degli ultrasuoni con quelli del freddo.

Ricordiamo ancora una volta che i tempi di recupero e la durata del programma di riabilitazione dipendono dal trauma o dall’operazione e dall’entità e localizzazione del danno.

La riabilitazione del ginocchio comprende molteplici trattamenti fisioterapici che mirano al recupero delle funzioni dell’articolazione, è destinata a chiunque abbia problemi con il ginocchio, sportivi e non di qualsiasi età.

Prima di approfondire e scoprire quali sono gli esercizi della riabilitazione al ginocchio è importante comprendere accuratamente le problematiche che possono affliggere l’arto.

La prima cosa da fare è ottenere una valutazione fisioterapica in cui il fisioterapista raccoglie la storia clinica della persona e i dati, per poi passare ai test fisici per individuare il problema che provoca i sintomi al ginocchio. Se la situazione necessita di essere approfondita, viene richiesto un consulto ortopedico.

Le tecniche di riabilitazione del ginocchio sono fondamentali per il ripristino dei movimenti delle articolazioni compromessi da un trauma o da un intervento chirurgico.

Possono variare in base al problema da affrontare, se lieve o più importante, e a seconda della natura che, può riguardare le ossa, la cartilagine, i legamenti o i tendini.

Riabilitazione dopo protesi al ginocchio

Grazie a tecniche chirurgiche mini invasive e a nuovi sofisticati modelli di protesi al ginocchio, la riabilitazione dopo l’intervento assume un ruolo ancora più decisivo per ridurre i tempi di recupero del paziente.

Per ottenere ottimi risultati bisogna che il paziente venga coinvolto in un programma riabilitativo che inizi ancor prima dell’intervento, in modo da migliorare ulteriormente la qualità e i tempi di recupero dopo l’intervento di protesi al ginocchio.

Ogni paziente ha tempi di recupero diversi e necessita di un piano riabilitativo personalizzato. Generalmente il recupero dopo l’intervento dura circa 6 settimane, tempo necessario per ristabilire l’equilibrio psicofisico e tornare alle normali attività quotidiane. Durante questa fase è necessario il supporto di stampelle e di alcuni farmaci per il dolore.

Il dolore al ginocchio che spesso porta all’intervento di protesi è provocato dall’artrosi, una condizione che indebolisce la muscolatura della coscia. Questa debolezza non sparisce dopo l’intervento, il cui scopo è quello di ridurre il dolore, ma bisogna lavorare con esercizi di recupero rapidi per ricostruire l’integrità muscolare. La riabilitazione dopo la protesi al ginocchio deve includere esercizi di recupero della forza muscolare e molto utile può essere l’utilizzo di un tutore, se indicato dall’ortopedico.

Scopo della riabilitazione al ginocchio ed esercizi

Gli scopi del programma riabilitativo in seguito a un’operazione al ginocchio o a un trauma dovuto ad un infortunio sono quelli di ristabilire la tonicità muscolare della gamba, riottenere il rinforzo muscolare, recuperare il corretto movimento dell’articolazione e rafforzare i sistemi propriocettivi per ottenere stabilità sia dinamica che statica.

Il programma di riabilitazione prevede l’interruzione di tutte le attività quotidiane al fine di evitare un sovraccarico dell’arto, motivo per il quale, nelle prime fasi, si consiglia di fare esercizi in assenza di gravità o con gravità ridotta, come nel caso della riabilitazione in acqua dopo la protesi al ginocchio o dopo un forte trauma. 

Gli esercizi

Gli esercizi di riabilitazione del ginocchio più comuni sono quelli dello stretching dolce: un esercizio molto semplice è quello in cui appoggiandosi al muro, si estende la gamba posteriore fino a quando il ginocchio lo permette. Oppure, prendendo il piede, lo si tira lentamente fino all’altezza del gluteo, flettendo al massimo il ginocchio.

Questi sono solo alcuni esempi, ma è possibile anche svolgere esercizi attivi a corpo libero o contro resistenze.

Nello specifico parliamo di esercizi di rinforzo per l’aumento della massa muscolare e della forza della gamba (isometrie); di esercizi di allungamenti miofasciali, utili soprattutto dopo un intervento al legamento crociato anteriore; di esercizi di neurodinamica per stimolare il sistema nervoso periferico.

Un altro esercizio molo semplice da fare in casa è quello di stare sdraiati con un cuscino sotto il ginocchio ed alzare lentamente il piede da terra, senza troppo sforzo, in modo da far lavorare l’arto da riabilitare.

È possibile che venga indicata anche la cyclette per la riabilitazione, in base alle condizioni di recupero e alla situazione al ginocchio.

Tecniche manuali di riabilitazione

Ci sono poi delle tecniche di riabilitazione del ginocchio che devono essere messe in pratica dal fisioterapista specializzato, parliamo di:

  • Massaggio per migliorare la mobilità dei tessuti
  • Mobilitazioni in AP per intervenire in casi di deficit di flessione
  • Mobilizzazione passiva, ideale nel post operatorio, in cui il movimento è eseguito totalmente dal fisioterapista o dal kinetec.
  • Allungamento muscolare passivo
  • Mobilizzazioni per la riabilitazione della rotula del ginocchio per il recupero di deficit di estensione.

Macchinari utilizzati per la riabilitazione al ginocchio

Oltre agli esercizi di ginnastica dolce e alla manipolazione del fisioterapista, sono disponibili dei macchinari e dei dispositivi che aiutano ad accelerare il processo di guarigione come il kinetec, precedentemente nominato.

Si tratta di una macchina che permette il recupero in tempi brevi della mobilità ginocchio, ha un angolo di estensione flessione con range -5°/115° ed aiuta a prevenire le lesioni che possono verificarsi in seguito a uno stato prolungato di immobilizzazione dell’arto.

Il fisioterapista può utilizzare altre terapie fisiche che prevedono l’utilizzo di macchinari come l’interix, un neuro stimolatore per individuare l’origine del dolore e ridurlo; l’ipertermia, un dispositivo che utilizza la radiofrequenza ad alta energia per trattare punti specifici in profondità; la laserterapia (laser HILT) per stimolare l’attività cellulare incrementandola circolazione e riducendo il dolore; la tecarterapia che sfrutta radiofrequenze per lenire il dolore, aumentare i tempi di recupero e attivare la circolazione nell’area di interesse.

Infine, gli ultrasuoni che, tramite onde sonore, sollecitano il movimento delle molecole dei tessuti, e i crioultrasuoni che, uniscono gli effetti degli ultrasuoni con quelli del freddo.

Ricordiamo ancora una volta che i tempi di recupero e la durata del programma di riabilitazione dipendono dal trauma o dall’operazione e dall’entità e localizzazione del danno.

ATTENZIONE: Le informazioni contenute su questo sito hanno esclusivamente scopo informativo, possono essere modificate o rimosse in qualsiasi momento, e comunque in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica. Si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico curante e/o di specialisti riguardo qualsiasi indicazione riportata. Se si hanno dubbi o quesiti sull’uso di un medicinale è necessario consultare il proprio medico.

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